MotoGP e cross

La versione di Zam: Dovi e il cross [VIDEO]

L'allenamento in fuoristrada ha tradito più volte i piloti
di Giovanni Zamagni

Andrea Dovizioso partecipa a una gara di motocross, cade e si frattura la clavicola sinistra. Stasera verrà operato a Modena dal dottor Porcellini: verrà inserita una placca per accelerare il recupero. Chi sta vicino a Dovi assicura che il pilota della Ducati sarà regolarmente in pista per i test a Jerez del 15 luglio e per la prima gara di campionato (19 luglio). In ogni caso, una brutta botta, non ci voleva: è chiaro che anche con un recupero velocissimo, Andrea perderà comunque un po’ di giorni di allenamento, non potrà essere al meglio della condizione.

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Quando accadono questi incidenti, la discussione, inevitabilmente, si anima tra gli appassionati: ma è proprio necessario per un pilota del motomondiale allenarsi con la moto da cross?

La mia risposta è sempre la stessa: sì. Tutti gli sportivi, nessuno escluso, si fanno male allenandosi, anche quelli che praticano discipline molto meno pericolose del motociclismo: allenarsi fa parte del lavoro, per un pilota sarebbe molto peggio prepararsi solo in palestra (per esempio) sia dal punto di vista fisico sia psicologico. Ho sempre sostenuto questa tesi dopo gli infortuni di Valentino Rossi, Marc Marquez, Jorge Lorenzo (caduto a gennaio 2019 mentre si allenava nel dirt track, compromettendo, di fatto, tutta la stagione) e di tutti gli altri, e la continuerò a sostenere in futuro. Un pilota del motomondiale ha bisogno di fare motocross, per mille motivi, pur sapendo benissimo che ci si può fare male.

Questa è la mia opinione, voi cosa ne pensate?

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