Calendario

MotoGP. Ecco il nuovo calendario 2020. Si inizierà a Jerez, a luglio

Fissate le date del calendario MotoGP: prima gara a Jerez il 19 luglio. A Misano si correrà il 13 e il 20 settembre. Si punta a 17 GP totali
di Giovanni Zamagni
MotoGP. Ecco il nuovo calendario 2020. Si inizierà a Jerez, a luglio

Eccolo, finalmente, il calendario.
utto confermato, non ci sono novità rispetto a quanto preventivato negli ultimi giorni: al momento sono 13 le gare certe, tutte in Europa, con altri 4 GP extraeuropei da confermare, ma solo se ci sarà la possibilità di aprire le porte al pubblico.
Se effettivamente si riusciranno a disputare tutti i GP in calendario, il risultato sarebbe un campionato più che dignitoso, anche se si correresse in soli otto circuiti. Ma, come si dice, bisogna fare di necessità virtù e va riconosciuto alla Dorna di aver lavorato molto e bene per allestire un campionato di valore, considerando le circostanze. A

ncora non è stato comunicato ufficialmente, ma il mercoledì precedente il primo GP, il 15 luglio, verrà effettuata una giornata di test sempre sul circuito di Jerez, con due turni, uno al mattino e uno al pomeriggio, per ciascuna classe: 60 minuti per ogni turno per Moto3 e Moto2, 90 minuti per la MotoGP.

Cos'è successo nel 2019

Quindi, al momento, si correrà su otto piste. Jerez (2 GP); Brno; Zeltweg (2 GP); Misano (2 GP);  Montmelò; Le Mans; Aragon (2 GP) e Valencia (2GP). Ecco come andò nel 2019. Jerez: Marquez, Rins, Vinales; Brno: Marquez, Dovizioso, Miller; Zeltweg: Dovizioso, Marquez, Quartararo; Misano: Marquez, Quartararo, Vinales; Montmelò: Marquez, Quartararo, Petrucci; Le Mans: Marquez, Dovizioso, Petrucci; Aragon: Marquez, Dovizioso, Miller; Valencia: Marquez, Quartararo, Miller.

Insomma, vista così, sarà dura battere Marquez, ma la situazione è più equilibrata di quanto possa sembrare, perlomeno sulla carta, a cominciare da Jerez, dove l’anno scorso Quartararo aveva conquistato la pole, per poi essere penalizzato in gara da un problema alla leva del cambio. Per quello che si è visto durante i test invernali, la Yamaha dovrebbe essere molto più competeva rispetto agli ultimi anni a Jerez, con la grande incognita - per tutti - del rendimento delle gomme, non solo perché si userà per la prima volta in gara la nuova Michelin posteriore, ma anche (e sopratutto) per temperature elevatissime, mai viste prima da nessun “gommista” su quel tracciato.

Saranno quindi molte le incognite da gestire e la Ducati - e Dovizioso in particolare - dovrà essere brava a limitare i danni su una pista sempre piuttosto ostica per la DesmosediciGP.

Piste equilibrate

A mio modo di vedere, c’è equilibrio tra i circuiti scelti dalla Dorna, in base anche alla disponibilità data da ciascun organizzatore: non c’è nessuna Casa veramente avvantaggiata o svantaggiata. Un altro aspetto positivo del quale va detto atto a Dorna: viene garantito un certo equilibrio, con nessuno favoritismo. Non era facile riuscirci.

Protocollo medico

Dorna, inoltre, ha incassato il benestare dal ministro della salute spagnolo sul protocollo medico messo a punto per far entrare nel paddock, in sicurezza, le circa 1300 persone ammesse a ogni GP.
Un protocollo molto articolato, che richiede, in estrema sintesi, che ogni persona effettui il tampone quattro giorni prima di ciascun evento, tampone da ripetersi all’arrivo in circuito e a fine GP. In caso che qualcuno venga trovato positivo, si procederà all’isolamento, ma l’evento non verrà sospeso.

Al momento, non saranno ammessi in circuiti nemmeno i giornalisti, se non un paio per ciascuna televisione, che dovranno comunque seguire rigorose disposizioni per poter effettuare le interviste.
La sensazione è che i primi due GP serviranno a Dorna per verificare che tutto proceda al meglio; poi, da agosto in poi, se la situazione lo consentirà, verranno alleggeriti i divieti e, poco alla volta, verrà aumentato il numero delle persone (e dei giornalisti) ammessi in circuito. Dai, dai dai che si ricomincia.

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