L'INTERVISTA

MotoGP. Jack Miller: “Morbidelli è il pilota da battere”

Jack svela di aver subito un’operazione: “A causa di un’infezione ho dovuto andare sotto i ferri, ma adesso sto bene. Mi sono allenato fisicamente e psicologicamente: il primo obiettivo è vincere una gara”. Un altro australiano in Ducati: “Sì, ma non posso essere paragonato a Stoner e Bayliss, due miei idoli”.
di Giovanni Zamagni

Ducati va molto d’accordo con i piloto australiani: Troy Bayliss in SBK e Casey Stoner in MotoGP hanno fatto la storia della Casa di Borgo Panigale. Adesso tocca a Jack Miller continuare la tradizione nel team ufficiale.

“Sono cresciuto guardando le imprese di Casey e Troy, due idoli per me. Ma paragonarmi a loro non è giusto, questa cosa non mi mette pressione, me la metto io da solo”.

Tutti riconoscono in Miller un grande talento per vincere in MotoGP serve anche altro: Jack lo sa perfettamente.

“Il talento da solo non basta, è solo un pezzo del puzzle: per vincere, devi avere la giusta mentalità per sfruttarlo”.

Jack, ti senti pronto per questa sfida?

Sì. Durante l’inverno mi sono allenato bene, ho cercato di migliorare la mia preparazione anche se ho avuto un problema a una gamba. A causa di una infezione, mi hanno dovuto operare e “pulire” tutto quanto. Ho dovuto fare 19 giorni di quarantena e in quel periodo mi sono anche sentito con Marc (Marquez, nda), ma non so veramente come sta, spero solo di rivederlo in pista perché manca a tutto il campionato. Il mio primo obiettivo è vincere una gara, provando a partire dal buon finale 2020. Devo essere più costante. Poi è chiaro che bisogna lottare per il mondiale.

Cosa significa correre per una squadra ufficiale?

La differenza più grande è il numero di persone dentro al box, ma non cambierà molto. Ormai in Ducati mi conoscono bene, sanno come sono, sono tranquillo.

Cosa manca alla moto per arrivare al titolo?

Non sono uno di quelli che dice cosa bisogna fare: lavoro con gli ingegneri Ducati da tre anni, sanno cosa mi serve, continueremo su quella strada. Per quanto mi riguarda, ho cercato di prepararmi al meglio, anche mentalmente: voglio tornare a essere quello della Moto3, quando ero veloce e costante. Nel 2020 credo di essere cresciuto, ho fatto solo uno zero (a Jerez, nda) per colpa mia.

Il campione del mondo è Joan Mir: è lui il pilota da battere?

L’anno scorso nessuno si aspettava che Joan vincesse, ha fatto un grande lavoro. Ma secondo me il pilota da battere sarà Morbidelli, anche se non capisco la scelta di dargli una moto non ufficiale. Poi non dimentico piloti come Vinales e Quartararo: credo che, come nel 2020, ci saranno tanti piloti competitivi, bisognerà stare molto concentrati.

Sei contento di avere Bagnaia al tuo fianco?

“E’ il miglior compagno di squadra che potessi avere”.

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