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L'INTERVISTA

MotoGP. Maverick Vinales: “Senza Valentino Rossi, il team sarà più unito”

Alla presentazione ufficiale, il pilota spagnolo mostra la solita serenità di quando è lontano dalle gare. “Abbiamo tutto per fare bene: velocità, voglia di vincere, motivazioni. Bisogna lavorare sui dettagli: con Valentino c’erano due squadre nel box, adesso siamo un team solo”
di Giovanni Zamagni

Quando non corre, è sempre molto sereno. E motivato. E convinto. Maverick Vinales è un ragazzo che fuori dal paddock trasmette sempre grande fiducia. Ma in pista si trasforma, spesso perde tranquillità: lo sa bene anche lui. Non c’è da stupirsi, quindi, che alla presentazione ufficiale del team Yamaha ripeta un sacco di volte lo stesso concetto: “Devo trovare più stabilità. Ho parlato tanto con Jarvis e Meregalli, sanno cosa mi serve, possiamo fare meglio”.

Anche perché, secondo Maverick, la squadra senza Valentino Rossi lavorerà meglio, sicuramente più unita. Vinales, che prenderà il posto di Valentino all’interno del box, lo dice chiaramente.

“La sintonia dentro al box è fondamentale: in passato, con Valentino, era difficile avere una squadra sola, ma c’erano due team separati. Adesso siamo una squadra sola di 14-15 persone, possiamo fare meglio. Dobbiamo essere uniti, avere tutti voglia di vincere, bisogna lavorare sui dettagli, perché abbiamo tutto per essere competitivi: velocità, ritmo, determinazione, motivazioni. Tutti in Yamaha mi conoscono bene, credono molto in me e io in loro: ho bisogno di più appoggio. Nel 2020 è stato impossibile fare bene in tutti i GP: quando la moto funzionava, eravamo velocissimi, la moto era uno spettacolo. Bisogna rimanere calmi”.

Sarà fondamentale fare bene in Qatar?

Bisognerà capire bene tutto il materiale a disposizione, dobbiamo lavorare tanto, essere i primi a entrare in pista e gli ultimi a uscire. Saranno test molto importanti. Per quanto riguarda la gara, difficilissimo dire qualcosa, perché dopo cinque giorni di test tutti saranno a posto, fare risultato sarà qualcosa di pazzesco…

Cosa è successo nel 2020?

Dopo Misano abbiamo iniziato a faticare moltissimo, anche perché, a causa dei problemi al motore, abbiamo dovuto limitare i giri in prova. Così era un po’ complicato trovare l’assetto giusto, ma tutti e tre i piloti con la moto ufficiale nel 2020 non sono stati costanti.

Cosa ti aspetti dal 2021?

Non devo vincere tutte le gare, ma devo provare a stare davanti in ogni GP. Credo che quest’anno Crutchlow ci potrà aiutare moltissimo, facendo prima selezione del materiale. In passato non è stato così, non potevamo concentrarci solo sulla guida, ma dovevamo anche fare sviluppo: sotto questo aspetto dovremmo fare un passo in avanti. In Qatar dobbiamo provare senza perdere tempo.

In passato ti sei spesso arrabbiato per la poco competitività della moto; devi cambiare qualcosa, sotto questo aspetto?

Sì, devo stare più tranquillo e pensare di più da uomo Yamaha, pensare ai meccanici, non essere troppo negativo. Non mi devo dimenticare che mi hanno sempre accontentato, anche nella scelte degli uomini al mio fianco.

Durante la presentazione, hai detto che Miller è uno dei favoriti.

Sì, è cresciuto molto nell’ultimo anno, ha capito come sfruttare bene la sua moto. Ma la verità è che è difficile indicare un solo piloti, oltretutto senza aver fatto nemmeno un test.

Cosa pensi di Quartararo, come sarà la relazione con lui?

E’ molto forte in qualifica, sarà uno stimolo: sono sicuro che ognuno spingerà l’altro ad andare più forte. Siamo rivali, ma tra noi c’è grande rispetto, possiamo far crescere la Yamaha.

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