MotoGP: Pol Espargaro: “Cerchiamo più grip al posteriore”
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MotoGP: Pol Espargaro: “Cerchiamo più grip al posteriore”

Sarà una stagione molto complicata per Espargaro, in scadenza di contratto: per lui non sarà facile arrivare al rinnovo. “Marquez è stato un genio a guidare quella moto, io ho faticato tanto in accelerazione e in frenata con il posteriore. La 2022 sembra molto meglio, ma serve una verifica”
di Giovanni Zamagni

Sarà un anno difficilissimo per Pol Espargaro: voci insistenti dicono che la HRC sarebbe vicina all’accordo con Joan Mir per il 2023. Impossibile, al momento, sapere se è effettivamente così, ma è chiaro che Pol deve cambiare passo nel 2022 per cercare una (improbabile) conferma per la prossima stagione o, in ogni caso, avere la possibilità di trovare una valida alternativa.

“Nel 2021 non sono andato come mi aspettavo, ma nel finale di stagione è stato fatto un passo in avanti. Tutti hanno lavorato duro, abbiamo finito in crescendo: dopo aver conquistato una pole, è arrivato il podio a Silverstone, poi un altro a Misano. Dobbiamo ripartire da dove abbiamo finito: ho lavorato in modo un po’ differente durante l’inverno e la HRC sta facendo di tutto per migliorare la moto”.

Pol Espargaro, come gli altri piloti Honda, sembra piuttosto soddisfatto del prototipo 2022 provato nei test di Jerez e, prima ancora, a Misano.

“La moto è meglio, ma è troppo presto per entrare nei dettagli e dire dove è cresciuta rispetto a quella dell’anno scorso. Anche perché dobbiamo avere la verifica nei test, vedere dove saranno i nostri rivali, dobbiamo lavorare per la prima gara. C’è bisogno di tempo, bisogna stare tranquilli, non farsi prendere dal panico se le prime verifiche non dovessero andare come previsto. Sappiamo che la Ducati è fortissima in rettilineo e con 8 DesmosediciGP in pista dovremo essere più veloci in rettilineo. Quello che ci è mancato di più nel 2021 è stato il grip al posteriore: Marc era un genio con la moto vecchia, per me è stato complicato gestire l’accelerazione e come rialzare la moto. Avere Marquez come riferimento è il miglior modo per arrivare al limite, sarebbe ottimale averlo in pista già dai test. Nel 2021 ho retto bene sia mentalmente sia fisicamente, è tecnicamente che ho faticato: con poco grip al posteriore, non potevo aprire il gas come ero abituato a fare, non potevo frenare con il posteriore come ho fatto in tutta la mia carriera. Ecco, durante l’inverno, ho cercato di migliorare soprattutto questi due aspetti. Per il 2022 la Honda ha tenuto in considerazione tutti i piloti, siamo stati tutti contenti dei cambiamenti, ma dobbiamo verificare su altre piste se saremo efficaci come lo siamo stati a Misano e a Jerez”.

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