Andalucia Rally. Moto. Momentum Joan Barreda, en plein Honda
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Andalucia Rally. Moto. Momentum Joan Barreda, en plein Honda

L’asso catalano chiude con il lungo infortunio e torna alla vittoria. Sul podio della “Pre-Dakar di maggio” anche Lorenzo Santolino (Sherco) e Pablo Quintanilla, neo acquisto Honda. Bene le Hero, assenti le KTM e Yamaha
di Piero Batini

Villamartin, Andalusia, Spagna, 16 Maggio. Pre-Dakar pro-Dakar, la seconda edizione dell’Andalucia Rally fissa una tendenza di riguardo verso la specialità e i suoi attori. L’anno scorso il Rally andaluso sembrò apparire all’improvviso, a fine anno e in sostituzione della cancellata edizione del Rally del Marocco. Stesso organizzatore, il Direttore della Dakar David Castera, stessa finalità: offrire al “parco” una soluzione di avvicinamento alla Dakar, per per l’Arabia Saudita preparati, impeccabili. Quest’anno tutto sembra non più il frutto di uno stato di emergenza, bensì un piano studiato a lungo, anche in precedenza. È l’idea del Rally di Maggio, o di inizio stagione come palestra e ambito propedeutico per la stagione di Campionato del Mondo, da associare al Rally d’ottobre, o di fine stagione, ultima chance per testare materiale e uomini in vista della Dakar.

Nel contesto in cui nascono entrambi i Rally, Andalucia e Marocco, è chiara l’impronta di ASO e della Dakar al centro della prospettiva. Interessante.

Tra Siviglia, Marbella e il tempio della velocità, Jerez de la Frontera, l’Andalusia offre uno scenario perfettamente “fittabile” con le esigenze di un bel Rally-Raid. A iniziare dalla stagione del bel tempo, di solito più avanti rispetto a noi centro-europei. Grandi distese, campi coltivati, terreni e sterrati duri e panoramici. Più difficile immaginare una navigazione convincente, almeno quella che è caratteristica delle distese desertiche. Pima di tutto l’Andalusia deserto non è, e poi succede che, al riguardo, il Rally soccombe per un eccesso di zelo, inevitabile. Con 1.000 volontari e centinaia di poliziotti della Guardia Civil disseminati lungo il percorso e ad ogni bivio, la strada è sempre e comunque segnata. La formula di gara è ad anello, bivacco “fisso” e le tappe che gli girano intorno. Quattro tappe, e altrettante Speciali, con partenza e arrivo a Villamartin, quartier generale nella tenuta della Hacienda El Rosalejo. Le giornate dell’11 e 12 Maggio sono dedicate alle verifiche tecniche e amministrative, all’ambientazione (è tanto tempo che non si corre) e al Prologo (che poi è un Super Special Stage “valido”). Dal 13 a 16 compresi è Gara. Pochi chilometri per il SSS preliminare, dunque, poi i quattro giorni con distanze variabili tra 290 e 490 chilometri (e speciali tra 257 e 381). 1629 i chilometri totali, 1086 contro il cronometro. Prezzi: 3.000 euro di iscrizione per una Moto, 4.000 per un SSV, 6.000 per un’Auto. Assistenze a Assistenti a parte, più le “solite” spese caratteristiche dei Rally, trasferimenti, ospitalità extra, trasporti, affitti. Non parliamo del costo del mezzo, in “affidamento” o di proprietà, della preparazione e della “manutenzione”.

Tra un Ufficiale, che non tocca il portafogli se non per riempirlo, e un Privato, che spesso si svena, la differenza è abissale. In cambio, anche questa è una costante, ASO e le sue “ramificazioni” o collegate offrono sempre un’organizzazione pressoché perfetta. Director David Castera, poi, è un esperto a 360 gradi, è stato Pilota di Moto e di auto, sa di cosa si parla ed è efficientissimo. Il Rally ne è prova. La corsa spagnola è un’anticipazione della stagione delle Moto (e infatti di Mondiale si parla più avanti), e invece è Prova di calendario della Coppa del Mondo Cross-Country Rally per le Auto. 200 mezzi, circa 300 partecipanti. Già un successo. Dispositivo di sicurezza anti pandemia tipo Dakar, una bolla a protezione dei partecipanti e della popolazione. Rally “a porte chiuse”, in questo caso aiuta.

La Gara delle Moto. Non è Mondiale, ma non si corre da mo’ e non se ne può più. Basterebbe questo per scatenare un inferno (agonistico, s’intende). La verità è che il livello è ormai molto alto e ogni confronto diventa comunque avvincente. Poi, c’è da sperimentare, verificare, sgranchirsi le gambe. Arrivano in forze. Honda con metà della Squadra (l’altra metà è al Sonora Rally, in Messico). Scendono in campo Joan Barreda e, seguito da una grande curiosità, il neo-acquisto Pablo Quintanilla. Hero è al completo. Il nuovo arrivato Franco Caimi accanto a Joaquim Rodrigues e Sebastian Buhler. Sherco punta su Lorenzo Santolino e Rui Gonçalves, Rieju su Joan Pedrero. Yamaha non c’è, Van Beveren e Ross Brunch assenti, Andy Short in Messico, KTM e Husqvarna sono rimasti a casa, altri programmi, soprattutto test, prima di uscire allo scoperto. In compenso le due marche austriache sono rappresentate da una valanga di privati e assistiti. Flusso di italiani notevole e onorevole. Uno dei migliori dei nostri, Jacopo Cerutti, e una famiglia “storica”, i Winkler padre e figlio, tra gli altri.

Il fattore ambientale influisce nettamente. L’avvio del Rally è di marca iberica purosangue. Lorenzo Santolino e Joan Barreda partono subito all’attacco. Prima l’ufficiale Sherco, poi il capitano Honda, vincono le prime due Speciali e si installano al comando. Santolino è un po’ una sorpresa, Barreda non finirà mai di sorprendere. Con quattro Tappe soltanto c’è poco da far strategie. Bisogna spingere. Lo spartiacque della Gara è quando Barreda, vinta la seconda e partito per primo nella penultima Speciale, si sgancia ancora una volta e bissa il successo del giorno precedente. Insomma, Joan BangBang è veloce anche quando deve aprire la strada. Ricky Brabec ha appena vinto in Messico, ora Joan Barreda vince in Spagna. En Plein Honda. Era ora che il catalano mettesse una pietra sopra i due anni di calvario per il recupero del polso infortunato. È stata dura, complimenti! Il margine di 3 minuti è bugiardo, perché sul catalano pesa anche una penalità di 4 minuti… troppo veloce! Avversari KO, primo fra tutti Santolino secondo che comunque coglie un risultato eccellente. Pablo Quintanilla, molto regolare e prudente, deve vedersela con Joaquim “J-Rod” Rodrigues fino alla fine. Sul filo di lana il cileno neo-ufficiale Honda batte il portoghese del Team Hero Motorsport. Per “Quintafondo” è un debutto perfetto. Pensare che l’obiettivo era solo prendere le misure con la nuova Moto! Il Challenge Road to Dakar è vinto da Julien Jagu (LG Racing), 11° assoluto.

Migliore degli italiani è Jacopo Cerutti, Husqvarna Team Solarys, quinto assoluto (poi 6°, poi di nuovo 5°, finale con un un po' di confusione di classifiche e penalità, insomma). In gran forma, preciso e fluido. Una prestazione assolutamente convincente. Paolo Lucci è 13°, Andrea Giuseppe Winkler 19°. Suo padre, il leggendario Aldo, tornava ai Rally con il sogno, ufficialmente segreto e stroncato lo scorso anno, di partecipare alla Dakar con il figlio. Come per il ragazzo, che comunque è un agonista collaudato, anche il pioniere della Dakar deve passare per la trafila del “test ASO”. Figuriamoci! 53 classificati dei 71 partenti. Rally duretto.

Campionato del Mondo? Un attimo di pazienza ancora. 7-13 Giugno Rally Kazakhstan, 1-11 Luglio, Silk Way Rally.

Jacopo Cerutti. “Io penso che sia stato un bel Rally. Avevamo voglia di correre e questo è il primo appuntamento. Tutto bene, bene organizzato, magari mi aspettavo di più dalla navigazione. C’erano fettucce, poliziotti e gente nell’80% dei bivi. Impossibile sbagliare, sembrava di essere in un Rally WRC. Se si pensa che il Rally deve servire come passaporto per la Dakar, allora bisogna ammettere che all’”esame” della navigazione i più sono… rimandati. Tolto il dente del difetto della corsa, parliamo di noi e degli aspetti positivi, che coincidono. Bel Rally, come sempre ben organizzato. Bello vedere i “nuovi”, come Quintanilla, Caimi, i cambi di casacca al lavoro. Piloti forti, e quando ci sono Piloti forti c’è competizione di brutto. Siamo andati bene e il risultato è buono. Mi poteva andare meglio se ci fosse stata più navigazione dove fare la differenza, ma… in compenso ho avuto l’occasione di provare la Moto in corsa con un buon anticipo. Non mi capita spesso. Abbiamo lavorato sulle sospensioni, per esempio, e mi sento molto meglio. Anche la forma fisica e mentale direi che è buona. Mi aspettavo un Rally più scorrevole, invece le piste erano quasi sempre dure, spesso molto “rotte”, il terreno molto scivoloso. Morale: sempre in guardia, mai un attimo per tirare il fiato, mai qualche chilometro “liscio” per distendersi. Sotto questo aspetto la corsa è impegnativa, sempre impegnativa dall’inizio fino alla fine. Ho reagito bene, mi sono sentito a mio agio. Direi che il responso mi da ragione… e soprattutto una bella soddisfazione. È un buon anticipo sulla preparazione alla Dakar. Adesso vediamo quali altre corse possiamo mettere in programma. Campionato del Mondo? Beh, non so, mi piacerebbe… ci date una mano?”

 

© Immagini - Monster Energy Honda Team – Andalucia Rally – Winkler Media – Red Bull Media Content – Hero Motorsport

 

Andalucia Rally 2021. Classifica Finale Assoluta Moto

1. Joan Barreda Bort, Monster Energy Honda Team, 10h 47m 32s

2. Lorenzo Santolino (ESP) Sherco Factory Rally Team, +03m 28s

3. Pablo Quintanilla (CHI) Monster Energy Honda Team, +10m 29s

4. Joaquim Rodrigues (POR) Hero MotoSports Team Rally, +13m 50s

5 Jacopo Cerutti (ITA) Husqvarna Team Solarys, +22m 05s

6. Franco Caimi (ARG) Hero MotoSports Team Rally, +14m 05s

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