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Guinness

24 ore da solo, su una minimoto, alla caccia del record

Il progetto è uscito dalla fantasia creativa del collega Valerio Boni, che vuole entrare nel Guinness World Record. La distanza da battere non pare impossibile, 250 chilometri, ma si punta almeno al doppio
di Nico Cereghini

Valerio Boni ha sessantadue anni e un fisico da ragazzino, non è nuovo a questo tipo di imprese e ha l’obiettivo minimo di raddoppiare la distanza, percorrere cioè almeno 500 chilometri. La pista prescelta è Castelletto di Branduzzo, provincia di Pavia, kartodromo 7 laghi; il via alle 17 di martedì prossimo 11 maggio.

La moto? Una Polini 910 con raffreddamento a liquido, in una configurazione più tranquilla rispetto a quelle ufficiali utilizzate nei miniGP per contare su una maggiore affidabilità e su consumi più contenuti. Dopo i test si è deciso di allungare il rapporto finale del setup originale, quattro denti in meno alla corona.

In Polini hanno preparato due minimoto; Boni ha chiesto di modificare la carena per aggiungere due gruppi ottici esterni, per ottenere un risultato il più possibile vicino a quello delle moto da endurance degli anni Settanta.

Ventiquattr’ore in sella a una moto in miniatura, che è costrittiva e faticosa per chiunque abbia più di sette anni, non sono uno scherzo. Valerio Boni è ben preparato e sa soffrire: a suo tempo fece una 24 Ore in solitario con una Vespa senza fermarsi mai, nemmeno per i rifornimenti e le necessità corporali, tutte espletate a bordo con soluzioni innovative. Ma sa che il circuito deve essere poco tortuoso, servono rettilinei più lunghi e curve ampie: ha scelto così il circuito “breve” di Castelletto.

“Punto focale - dice - è l’autonomia: con il serbatoio da 1,6 litri si possono percorrere oltre 90 giri del tracciato individuato, equivalenti a una distanza compresa tra i 55 e i 60 chilometri. Attendo per oggi la certificazione precisa della lunghezza del percorso”.

L’obiettivo, come detto, è raddoppiare la distanza record iscritta al momento nel Guinness dei primati. E le difficoltà non sono soltanto tecniche e fisiche.

“L'aspetto più complesso della 24 ore - dice Valerio - è il rispetto dei protocolli fissati dal Guinness World Records per ottenere l'omologazione del primato. Servono registrazioni senza tagli delle 24 ore, testimoni indipendenti, cronometristi, e un libro sul quale annotare tutti gli eventi. Punto a coprire almeno 500 chilometri, ma staremo a vedere”.

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