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Moto nuove e ritardi nelle consegne: più dei semiconduttori fanno i container

Mentre le aziende automobilistiche stanno fronteggiando la carenza di semiconduttori, nel caso delle moto e delle componenti che arrivano dall'Asia il problema è nei trasporti. Complicato dal blocco temporaneo del canale di Suez
di Maurizio Gissi
Moto nuove e ritardi nelle consegne: più dei semiconduttori fanno i container

Con l'arrivo della normativa Euro 5 i costruttori hanno pianificato il rinnovamento della gamma modelli. Alcune marche sono a buon punto, BMW è fra queste, altre sono in ritardo di alcune settimane sulla tabella di marcia.

In parte c'è stato qualche problema con alcune componenti, anche se in maniera molto inferiore rispetto a quello che è successo e sta succedendo nell'industria dell'automobile.
L'ultimo problema a livello globale, in ordine di tempo, è quello dei semiconduttori, la cui carenza che sta rallentando le produzioni di diverse marche. E al problema si è aggiunto un incendio scoppiato pochi giorni fa nello stabilimento giapponese della Renesas Electronics, società che controlla il 30% del mercato complessivo dei chip usati nelle automobili. E per tornare alla normalità fanno sapere che servirà almeno un mese.

Il settore della bicicletta accusa la mancanza di componenti base, ma anche telai e altro, provenienti principalmente dalla Cina.

Per quanto riguarda le moto, invece, il problema maggiore non è tanto di tipo produttivo – anche se qualche inciampo nelle consegne di certe parti c'è stato, ma è legato soprattutto alla logistica.

La questione riguarda il trasporto delle merci in generale e si è fatta sentire già nella seconda metà dell'anno scorso a causa dell'emergenza sanitaria.

Inizialmente le operazioni di carico e scarico hanno subito ritardi per le nuove disposizioni, e a volte per la mancanza del personale. Poi alcune merci sono rimaste bloccate nei magazzini e la programmazione è saltata, e quando c'è stata la ripresa della produzione sono cominciati a mancare i container.

E' successo che mentre l'Europa continuava a importare merci dall'Asia, l'Asia importava meno dall'Europa e i container si sono fermati qua.
Le compagnie hanno evitato i trasporti improduttivi, visto che il loro interesse è far viaggiare i container pieni all'andata e al ritorno, e la programmazione calcolata sullo storico è saltato.
L'offerta è stata insomma inferiore alla domanda, i prezzi sono saliti (un container da 40 piedi che arriva dall'Asia ha un costo più che raddoppiato) e i tempi si sono dilatati.

Come se non bastasse si è verificato l'incagliamento della super container Ever Given nel Canale di Suez (vi transitano il 12% delle merci mondiali) martedì 23 marzo: per liberla potrebbero occorrere diversi giorni prima di poter far passare le centinaia di navi rimaste nel frattempo in coda. I danni del mancato passaggio al commericio mondiale sono valtati in nove/dieci miliardi di dollari al giorno.
Fra le merci bloccate ci sono anche alcune moto e componenti Ducati destinati all'esportazione in Asia.

Circumnavigare l'Africa comporta un aggravio di tempo, oltre che di costi, di circa due settimane.

Tornando alle nostre moto, ci sono modelli che avrebbero dovuto arrivare nelle concessionarie a marzo ma sono slittati ad aprile o anche più avanti. In altri casi si tratta di ritardi contenuti in due o tre settimane.

Un'attesa tutto sommato sopportabile. Ever Given permettendo.

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