BMW presenta la R18 Dragster
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BMW presenta la R18 Dragster

Un'interpretazione racing per la nuova BMW R18. L'ha realizzata Roland Sands ispirandosi alle gare di accelerazione: ciclistica modificata, protossido d'azoto per il motore Big Boxer e tante parti speciali dal catalogo RSD. Perché in fondo la R18 nasce per essere personalizzata
di Maurizio Gissi

Arriverà in vendita a breve anche in Italia la nuova BMW R18.
Una cruiser spinta dall'inedito big boxer di 1.800 cc raffreddato ad aria per la quale prima ancora della sua presentazione la marca tedesca ha utilizzato una campagna di comunicazione basata sulla personalizzazione. Perché la R18 vuole essere una moto di tecnica moderna ma di concezione classica: semplice quanto basta nella sua struttura estetica e tecnica per poter essere personalizzata anche in maniera radicale.

Il concept del modello ha debuttato proprio con l'intervento di customizzatori del calibro di Revival Cycles e Custom Works Zon, poi sono arrivata la versione made in BMW al Concorso di Villa d'Este e la R18 versione seconda che abbiamo visto nuovamente in Italia, all'ultima EICMA e a MBE.

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Il californiano Roland Sands, ex pilota di buon livello e abilissimo preparatore, vanta una lunga collaborazione con il centro stile BMW, sua è ad esempio la moto che ha anticipato la R nineT e nel catalogo della sua RSD (Roland Sands Design) compaiono numerose parti dedicate alle modifiche estetiche e non solo delle BMW.

Logico che fosse coinvolto anche nel percorso di lancio della R18 e se le prime customizzazioni della novità BMW sono state delle pure cruiser, lui ha cercato un'interpretazione sempre fedele alla tradizione USA ma più sportiva guardando al mondo delle drag race.

Per realizzare la sua R18 Dragster ha attinto a parti di altre moto BMW: i freni provengono da una S1000RR e la forcella da una R nineT. E poi al suo catalogo di parti speciali più qualcosa di inedito. Come ad esempio il sistema di alimentazione NOS. “L'elettronica è stata la parte più complessa da modificare - ha commentato Sands – mentre montavamo il sistema a protossido di azoto, eliminavamo l'impianto di scarico originale e modificavamo l'alimentazione. Con un motore che è così prepotentemente la componente centrale ho subito pensato alle muscle car. La mia famiglia è sempre stata appassionata di velocità e mio padre era un pilota di drag race. Quindi ho pensato che avesse senso ridurre la moto all'essenziale e rimodellarla per farla andare veloce scattando su un rettilineo”.

“Più di ogni altra moto la R 18 offre un design molto personalizzabile. Ha il telaietto posteriore facilmente smontabile e un set di parti verniciate da rimuovere facilmente. Offre insomma un elevato grado di libertà per cambiare facilmente la parte posteriore della moto in base alle proprie preferenze”.

Sulla R18 Dragster la geometria dell'avantreno è rimasta la stessa, ma è cambiata tutta la parte dietro al motore, rimuovendo la sospensione e allungando il forcellone che è diventato di tipo rigido e ospiata un largo pneumatico specilistico per le gare di accelereazione.

Della sua serie di parti lavorate “2-Tone-Black”, Sands e il suo team (hanno alle spalle la costruzione di oltre 200 moto speciali) hanno utilizzato le ruote (che sono disponibili con diverse misure e disegni), i comandi al manubrio e a pedale, le pompe idrauliche di freno e frizione, i coperchi coprivalvole, il carter motore anteriore, il fanale e gli indicatori di direzione.

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I parafanghi sono stati modificati mantenendo però il profilo originale e il serbatoio è stato cambiato. Lo scarico standard è stato sostituito con un sistema a doppio terminale libero in acciaio inox (nel video sopra sentite anche il rumore...), con fondelli in alluminio fresato, costruito a mano. La sella Saddlemen è stata realizzata sempre da RSD, mentre la verniciatura manuale bicolore in blu metallizzato, con la classica filettatura bianca BMW, si deve a Chris Wood

Bmw R 18 (2020 - 21)

Informazioni generali
  • Marca
    Bmw
  • Modello
    R 18
  • Allestimento
    R 18 (2020 - 21)
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