• La RGV-Gamma XR79 con cui Schwantz vinse il titolo nel 1993
    1/53 - La RGV-Gamma XR79 con cui Schwantz vinse il titolo nel 1993
  • La Suzuki RGV 500 XR-80 che ha conquistato l'ultimo titolo iridato in 500 per la Casa di Hamamatsu, nel 2000 con Kenny Roberts
    2/53 - La Suzuki RGV 500 XR-80 che ha conquistato l'ultimo titolo iridato in 500 per la Casa di Hamamatsu, nel 2000 con Kenny Roberts
  • La GSV-R, ultima MotoGP Suzuki con motore V4. In questo caso è quella dell'ultima stagione disputata, con Alvaro Bautista nel 2011
    3/53 - La GSV-R, ultima MotoGP Suzuki con motore V4. In questo caso è quella dell'ultima stagione disputata, con Alvaro Bautista nel 2011
  • All'ingresso del museo troneggia una GSX 1100S Katana
    4/53 - All'ingresso del museo troneggia una GSX 1100S Katana
  • L'indimenticabile RGV del 1988 con cui Schwantz ha firmato la sua prima vittoria nel Mondiale 500 a Suzuka
    5/53 - L'indimenticabile RGV del 1988 con cui Schwantz ha firmato la sua prima vittoria nel Mondiale 500 a Suzuka
  • La foto commemorativa della vittoria del 1988 a Suzuka (l'anno sopra indica solo il debutto di Schwantz in 500, con una wild card ad Assen)
    6/53 - La foto commemorativa della vittoria del 1988 a Suzuka (l'anno sopra indica solo il debutto di Schwantz in 500, con una wild card ad Assen)
  • Suzuki è nata nel 1909 con la produzione di telai tessili
    7/53 - Suzuki è nata nel 1909 con la produzione di telai tessili
  • Michio Suzuki, il fondatore dell'azienda. Le medaglie appuntate sul petto simboleggiano i brevetti più significativi di cui è stato titolare
    8/53 - Michio Suzuki, il fondatore dell'azienda. Le medaglie appuntate sul petto simboleggiano i brevetti più significativi di cui è stato titolare
  • Fra le innovazioni Suzuki annoveriamo il primo telaio a controllo automatico, con lo stesso principio delle schede perforate dei primi computer o delle macchine musicali
    9/53 - Fra le innovazioni Suzuki annoveriamo il primo telaio a controllo automatico, con lo stesso principio delle schede perforate dei primi computer o delle macchine musicali
  • Il motore Diamond Free montato su una bicicletta
    10/53 - Il motore Diamond Free montato su una bicicletta
  • La Suzuki Colleda CO del 1954
    11/53 - La Suzuki Colleda CO del 1954
  • Il faro anteriore della Colleda ST-3, stilema che ricorre in diverse Suzuki dei tempi recenti
    12/53 - Il faro anteriore della Colleda ST-3, stilema che ricorre in diverse Suzuki dei tempi recenti
  • Un telaio Suzuki degli anni 60
    13/53 - Un telaio Suzuki degli anni 60
  • La Colleda SelTwin SB del 1959, prima due tempi della storia ad adottare l'avviamento elettrico
    14/53 - La Colleda SelTwin SB del 1959, prima due tempi della storia ad adottare l'avviamento elettrico
  • La Suzuki Colleda ST-6, primo modello ad avere sul serbatoio la S stilizzata utilizzata ancora oggi
    15/53 - La Suzuki Colleda ST-6, primo modello ad avere sul serbatoio la "S" stilizzata utilizzata ancora oggi
  • Un dettaglio del logo Suzuki
    16/53 - Un dettaglio del logo Suzuki
  • La 50 da GP vincitrice al TT con Ernst Degner
    17/53 - La 50 da GP vincitrice al TT con Ernst Degner
  • La Suzuki T20
    18/53 - La Suzuki T20
  • La Suzuki T500, prima delle Titan tanto apprezzate in Europa
    19/53 - La Suzuki T500, prima delle "Titan" tanto apprezzate in Europa
  • La Suzuki GT 750, prima grossa due tempi raffreddata a liquido
    20/53 - La Suzuki GT 750, prima grossa due tempi raffreddata a liquido
  • La Suzuki RE-5 con motore rotativo Wankel disegnata da Giorgetto Giugiaro
    21/53 - La Suzuki RE-5 con motore rotativo Wankel disegnata da Giorgetto Giugiaro
  • L'originale strumentazione della Suzuki RE-5 Wankel
    22/53 - L'originale strumentazione della Suzuki RE-5 Wankel
  • Nel 1966 Suzuki inizia la produzione di motori marini
    23/53 - Nel 1966 Suzuki inizia la produzione di motori marini
  • Le RM con cui Suzuki ha conquistato le prime vittorie nel mondo del cross
    24/53 - Le RM con cui Suzuki ha conquistato le prime vittorie nel mondo del cross
  • Le Suzuki RL da Trial e le prime DR da enduro stradale
    25/53 - Le Suzuki RL da Trial e le prime DR da enduro stradale
  • Negli anni 80 anche Suzuki cedette alla febbre delle Luxury Tourer con la Cavalcade, spinta da un quattro cilindri a V da 1400cc
    26/53 - Negli anni 80 anche Suzuki cedette alla febbre delle Luxury Tourer con la Cavalcade, spinta da un quattro cilindri a V da 1400cc
  • Ed eccoci alla GSX-R 750 del 1985: da lei è nata la stirpe sportiva più longeva del mondo del motociclismo
    27/53 - Ed eccoci alla GSX-R 750 del 1985: da lei è nata la stirpe sportiva più longeva del mondo del motociclismo
  • Il telaietto/cannotto di sterzo anteriore della Suzuki RG Gamma 500
    28/53 - Il telaietto/cannotto di sterzo anteriore della Suzuki RG Gamma 500
  • La GSX-R 1100 del 1986
    29/53 - La GSX-R 1100 del 1986
  • La XN 85, proposta Suzuki nella breve epoca delle sportive sovralimentate
    30/53 - La XN 85, proposta Suzuki nella breve epoca delle sportive sovralimentate
  • La RG 250, bicilindrica due tempi che ha dato il via alla serie Gamma
    31/53 - La RG 250, bicilindrica due tempi che ha dato il via alla serie Gamma
  • Lo storico logo sul serbatoio
    32/53 - Lo storico logo sul serbatoio
  • Il serbatoio basso e allungato della GSX-R è stato per un decennio un simbolo distintivo della sportiva Suzuki, fino al passaggio al telaio perimetrale della WT del 1996
    33/53 - Il serbatoio basso e allungato della GSX-R è stato per un decennio un simbolo distintivo della sportiva Suzuki, fino al passaggio al telaio perimetrale della WT del 1996
  • La prima Suzuki DR 400S
    34/53 - La prima Suzuki DR 400S
  • La GAG 50, moto dedicata ai più giovani utilizzata anche in competizione
    35/53 - La GAG 50, moto dedicata ai più giovani utilizzata anche in competizione
  • Se cercate le radici del Van Van non c'è bisogno di andare oltre...
    36/53 - Se cercate le radici del Van Van non c'è bisogno di andare oltre...
  • La GSX 400X, mai arrivata in Italia. Qualcuno potrebbe notare una certa somiglianza con una 125 famosissima di fine anni 80...
    37/53 - La GSX 400X, mai arrivata in Italia. Qualcuno potrebbe notare una certa somiglianza con una 125 famosissima di fine anni 80...
  • La RG Gamma 400, nata per il mercato interno e meglio nota in Europa nella cilindrata 500
    38/53 - La RG Gamma 400, nata per il mercato interno e meglio nota in Europa nella cilindrata 500
  • La Suzuki DR 600 Dakar, da noi conosciuta invece come Djebel
    39/53 - La Suzuki DR 600 Dakar, da noi conosciuta invece come Djebel
  • La Suzuki GSX 1300R Hayabusa, protagonista della corsa ai record velocistici fra case giapponesi sul finire degli anni 90
    40/53 - La Suzuki GSX 1300R Hayabusa, protagonista della corsa ai record velocistici fra case giapponesi sul finire degli anni 90
  • La GSX-R del 1992, prima a vantare il raffreddamento a liquido
    41/53 - La GSX-R del 1992, prima a vantare il raffreddamento a liquido
  • L'esordio Suzuki nel settore dei maxiscooter: il Burgman!
    42/53 - L'esordio Suzuki nel settore dei maxiscooter: il Burgman!
  • 43/53
  • La Suzuki Bandit GSF400V del 1991, antesignana nel proporre la distribuzione a fasatura variabile
    44/53 - La Suzuki Bandit GSF400V del 1991, antesignana nel proporre la distribuzione a fasatura variabile
  • La RGV 500 Gamma del 1994, l'ultima con cui Schwantz ha corso nel Mondiale
    45/53 - La RGV 500 Gamma del 1994, l'ultima con cui Schwantz ha corso nel Mondiale
  • La GSX-R 750R vincitrice del titolo F1 All-Japan nel 1986
    46/53 - La GSX-R 750R vincitrice del titolo F1 All-Japan nel 1986
  • La DR 800 Big del team Rahier, portata in gara ed autografata da Watanabe
    47/53 - La DR 800 Big del team Rahier, portata in gara ed autografata da Watanabe
  • La GS 1000R schierata nel Mondiale Endurance
    48/53 - La GS 1000R schierata nel Mondiale Endurance
  • Un'altra GS 1000R portata in gara da Cooley e Crosby
    49/53 - Un'altra GS 1000R portata in gara da Cooley e Crosby
  • La GSX-R1000 del 2009 vincitrice alla 8 ore di Suzuka
    50/53 - La GSX-R1000 del 2009 vincitrice alla 8 ore di Suzuka
  • La Suzuki RGB di Franco Uncini
    51/53 - La Suzuki RGB di Franco Uncini
  • La 500 del team Gallina portata in gara da Graziano Rossi
    52/53 - La 500 del team Gallina portata in gara da Graziano Rossi
  • La Suzuki RGB di Pat Hennen
    53/53 - La Suzuki RGB di Pat Hennen
Speciale Suzuki

Il Museo Suzuki di Hamamatsu

La storia di Suzuki nei tre piani del museo di Hamamatsu. La prima puntata del nostro viaggio in Giappone alla scoperta del passato e del futuro di Suzuki
di Edoardo Licciardello

Si dice che le nostre decisioni di esseri umani si compiano sulla base della nostra esperienza. E’ quella che il vocabolario definisce come saggezza, se ci pensate: l’accumulo di esperienze che ci permette di avere sempre più elementi per decidere le nostre scelte. Il ragionamento vale per gli esseri umani ma anche per le aziende, che sono sì fatte dall’intelligenza collettiva dei propri dipendenti, ma anche del passato del proprio marchio. Ecco perché, per apprezzare il futuro di una Casa come Suzuki, abbiamo iniziato rinfrescandoci la memoria sul suo passato, su quelle radici che la definiscono qual è oggi.

Siamo protagonisti di un incredibile viaggio in Giappone, ad Hamamatsu, per conoscere meglio Suzuki e le nuove Supersportive – che vi racconteremo fino a portarvi al loro disvelo, ad Intermot – attraverso una visita esclusiva che ci ha permesso di conoscere le radici della supersportiva Suzuki. Dal museo al circuito di Ryuyo, dove nascono e sono nate e cresciute tutte le Suzuki, dalla filosofia di sviluppo della Casa di Hamamatsu fino al passato agonistico e ai programmi per il futuro nonché i luoghi e le persone che l’hanno pensata e creata.

Ma iniziamo dal museo – il Suzuki Plaza, antistante gli stabilimenti – che si snoda su tre piani ripercorrendo tutta la storia della Casa di Hamamatsu. A partire dai telai, non quelli motociclistici, ma quelli tessili, con i quali  Michio Suzuki ha iniziato la storia dell’azienda nell’ormai lontanissimo 1909: il fondatore dell’azienda di Hamamatsu all'età di 21 anni ha creato il suo primo telaio realizzato per la madre. Nel 1911 è arrivato il primo di 120 brevetti (i più importanti dei quali sono simboleggiati dalle medaglie che campeggiano sul petto della statua dedicatagli all’ingresso) depositati da Suzuki: un innovativo sistema che permette alla tessitrice di alzare o abbassare il carrello del telaio.

La GSX-R 750 del 1985
La GSX-R 750 del 1985

La produzione di "due ruote" inizia nel 1952, con i motori per bici Diamond Free che restano in produzione per due anni e vengono già impiegati nelle competizioni, stabilendo diversi record di percorrenza e velocità. Nel 1954 arriva la Colleda CO, la prima moto “vera” di Suzuki, spinta da un monocilindrico a quattro tempi da 90cc. Anche per lei l’impiego agonistico non si fa attendere, ma già appena nata può vantare un primato: è il primo veicolo giapponese ad essere dotato di tachimetro.

La serie delle Colleda continua crescendo nelle cilindrate fino ad arrivare ai 250cc della Colleda TT. La serie Colleda (il cui nome, per inciso, è una sorta di “Eureka!” giapponese, un’espressione che viene usata quando si trova qualcosa di speciale) presenta diversi stilemi che ricorreranno anche successivamente, vedasi la ST-6A sul serbatoio della quale appare per la prima volta la “S” di Suzuki stilizzata, ancora oggi in uso. Ma chi conosce bene le Suzuki potrebbe trovare più di una somiglianza anche fra il faro anteriore della ST-3 del 1957 e quello della Intruder M1800, o della supernaked B-King di qualche anno fa…

Nel frattempo, Suzuki inizia a fare sul serio nelle competizioni. Ad Hamamatsu iniziano a guardare oltre i confini nazionali, e si rendono conto di come sia necessario sviluppare le moto in Europa se si desidera vendere da quelle parti. Detto, fatto, si partecipa al TT strappando alla MZ e alla Germania Est quell'Ernst Degner (e i maligni dicono anche gli schemi tecnici e disegni delle camere di espansione dei motori bicilindrici a dischi rotanti…) che in sella alle MZ aveva ottenuto notevoli risultati in gara. L'apporto di Degner fruttò le tre vittorie consecutive al TT, dal 1962 al 1964 (con lui e Mitsuo Ito) e un titolo iridato nella categoria 50 cc. Da quello spettacolare "cinquantino" da corsa Suzuki creò la T20, una 250 bicilindrica con cambio a sei marce.

Nel 1968 arriva la T500, prima di una serie di bicilindriche a due tempi raffreddate ad aria, più note dalle nostre parti con il nome Titan: una moto che ebbe successo anche a livello sportivo, in quanto facilmente trasformabile, senza spese faraoniche, in una racer piuttosto competitiva e diffusa tra i piloti privati. Suzuki si sta facendo largo fra le grandi Case motociclistiche, ma il colpo grosso arriva con la possente tricilindrica GT 750 del 1971, prima "due tempi" di grossa cilindrata raffreddata a liquido.

Un altro esemplare di GSX 1100S Katana esposto al museo
Un altro esemplare di GSX 1100S Katana esposto al museo

Il museo prosegue avvicinandosi ai giorni nostri con la RE5 del 1974 disegnata dal nostro Giugiaro – e spinta, unica nel panorama motociclistico, da un propulsore Wankel – e con la nuova famiglia delle "quattro tempi" - GS750 quadricilindrica e GS400 bicilindrica - due anni dopo. Seguiranno le GS1000 quadricilindriche, per poi passare agli anni 80: il momento della svolta, con le GSX 750 e 1100 a 16 valvole, e con le immortali, avveniristiche gemelle GSX750 e 1100S Katana, disegnate dal tedesco Hans Muth e arrivata nel 1981; ma soprattutto con la prima, leggendaria GSX-R 750 del 1985, potentissima e leggera, capostipite della stirpe di sportive più longeva della storia del motociclismo.

Ma ci sono anche le RG Gamma a due tempi, la prima 250 - bicilindrica semicarenata - e la 400 a quattro cilindri per il mercato interno – curiosamente manca la gemella  500, forse la più fedele replica-GP mai realizzata – e la prima, devastante GSX-R1100. Ci sono la enduro DR 650, le prime cross RM, e poi la storia recente con la GSX1300R Hayabusa, il primo Burgman e tanti concept e modelli mai visti dalle nostre parti.

E ampio spazio è dedicato anche alle moto da corsa: già all’ingresso, al piano terra, c’è da restare a bocca aperta. C’è la RGV Gamma iridata con Schwantz del 1993, a fianco della campionessa del mondo 2000 di Kenny Roberts jr. e all’ultima GSV-R portata in gara da Alvaro Bautista. E poi si va ancora più indietro, con le RGB di Franco Uncini e quelle dei team Gallina ed Heron – curiosamente appartenute a Graziano Rossi e a Pat Hennen, per qualche ignoto motivo presenti al posto di quelle iridate con Sheene e Lucchinelli – e con le GS1000R del team Yoshimura di Crosby e Cooley, per tornare al presente con le GSX-R 1000 della 8 ore di Suzuka e del Mondiale Endurance.

La RGV in livrea Pepsi protagonista della vittoria a Suzuka nel 1988
La RGV in livrea Pepsi protagonista della vittoria a Suzuka nel 1988

L’era Schwantz però è la più rappresentata: c’è la storica RGV Gamma del 1988 con cui Kevin vinse la sua prima gara in 500 a Suzuka, splendida nella sua livrea Pepsi, e c’è quella con livrea Lucky Strike che accompagnò il texano nella sua ultima vittoria al Gran Premio di Gran Bretagna del 1994, l’anno prima del ritiro. Ma non mancano nemmeno le imprese nei rally di Suzuki, con la DR Big ufficiale portata in gara da Watanabe ed assistita dal team Rahier, né la prima GSX-R 750R del 1986, capace di conquistare all’esordio il titolo All-Japan nella categoria F1, l’antesignana di quella che, due anni dopo, sarebbe diventata l'attuale Superbike.

Il Suzuki Plaza è sicuramente… un po’ fuori mano, e proprio per questo ci fa piacere farvelo vivere attraverso le nostre fotografie. Un po’ per farvi conoscere o ricordare le meraviglie che Suzuki ha saputo creare nel suo glorioso passato, e un po’ per farvi capire su che tipo di esperienze può contare quando deve pensare le sue prossime moto. La prossima settimana proseguiremo in questo percorso presentandovi la struttura di test – il circuito di Ryuyo – su cui Suzuki da oltre sessant’anni sviluppa tutte le sue moto.

  • 1/53 - La RGV-Gamma XR79 con cui Schwantz vinse il titolo nel 1993
  • 2/53 - La Suzuki RGV 500 XR-80 che ha conquistato l'ultimo titolo iridato in 500 per la Casa di Hamamatsu, nel 2000 con Kenny Roberts
  • 3/53 - La GSV-R, ultima MotoGP Suzuki con motore V4. In questo caso è quella dell'ultima stagione disputata, con Alvaro Bautista nel 2011
  • 4/53 - All'ingresso del museo troneggia una GSX 1100S Katana
  • 5/53 - L'indimenticabile RGV del 1988 con cui Schwantz ha firmato la sua prima vittoria nel Mondiale 500 a Suzuka
  • 6/53 - La foto commemorativa della vittoria del 1988 a Suzuka (l'anno sopra indica solo il debutto di Schwantz in 500, con una wild card ad Assen)
  • 7/53 - Suzuki è nata nel 1909 con la produzione di telai tessili
  • 8/53 - Michio Suzuki, il fondatore dell'azienda. Le medaglie appuntate sul petto simboleggiano i brevetti più significativi di cui è stato titolare
  • 9/53 - Fra le innovazioni Suzuki annoveriamo il primo telaio a controllo automatico, con lo stesso principio delle schede perforate dei primi computer o delle macchine musicali
  • 10/53 - Il motore Diamond Free montato su una bicicletta
  • 11/53 - La Suzuki Colleda CO del 1954
  • 12/53 - Il faro anteriore della Colleda ST-3, stilema che ricorre in diverse Suzuki dei tempi recenti
  • 13/53 - Un telaio Suzuki degli anni 60
  • 14/53 - La Colleda SelTwin SB del 1959, prima due tempi della storia ad adottare l'avviamento elettrico
  • 15/53 - La Suzuki Colleda ST-6, primo modello ad avere sul serbatoio la "S" stilizzata utilizzata ancora oggi
  • 16/53 - Un dettaglio del logo Suzuki
  • 17/53 - La 50 da GP vincitrice al TT con Ernst Degner
  • 18/53 - La Suzuki T20
  • 19/53 - La Suzuki T500, prima delle "Titan" tanto apprezzate in Europa
  • 20/53 - La Suzuki GT 750, prima quattro cilindri raffreddata a liquido
  • 21/53 - La Suzuki RE-5 con motore rotativo Wankel disegnata da Giorgetto Giugiaro
  • 22/53 - L'originale strumentazione della Suzuki RE-5 Wankel
  • 23/53 - Nel 1966 Suzuki inizia la produzione di motori marini
  • 24/53 - Le RM con cui Suzuki ha conquistato le prime vittorie nel mondo del cross
  • 25/53 - Le Suzuki RL da Trial e le prime DR da enduro stradale
  • 26/53 - Negli anni 80 anche Suzuki cedette alla febbre delle Luxury Tourer con la Cavalcade, spinta da un quattro cilindri a V da 1400cc
  • 27/53 - Ed eccoci alla GSX-R 750 del 1985: da lei è nata la stirpe sportiva più longeva del mondo del motociclismo
  • 28/53 - Il telaietto/cannotto di sterzo anteriore della Suzuki GSX-R 750
  • 29/53 - La GSX-R 1100 del 1986
  • 30/53 - La XN 85, proposta Suzuki nella breve epoca delle sportive sovralimentate
  • 31/53 - La RG 250, bicilindrica due tempi che ha dato il via alla serie Gamma
  • 32/53 - Lo storico logo sul serbatoio
  • 33/53 - Il serbatoio basso e allungato della GSX-R è stato per un decennio un simbolo distintivo della sportiva Suzuki, fino al passaggio al telaio perimetrale della WT del 1996
  • 34/53 - La prima Suzuki DR 400S
  • 35/53 - La GAG 50, moto dedicata ai più giovani utilizzata anche in competizione
  • 36/53 - Se cercate le radici del Van Van non c'è bisogno di andare oltre...
  • 37/53 - La GSX 400X, mai arrivata in Italia. Qualcuno potrebbe notare una certa somiglianza con una 125 famosissima di fine anni 80...
  • 38/53 - La RG Gamma 400, nata per il mercato interno e meglio nota in Europa nella cilindrata 500
  • 39/53 - La Suzuki DR 600 Dakar, da noi conosciuta invece come Djebel
  • 40/53 - La Suzuki GSX 1300R Hayabusa, protagonista della corsa ai record velocistici fra case giapponesi sul finire degli anni 90
  • 41/53 - La GSX-R del 1992, prima a vantare il raffreddamento a liquido
  • 42/53 - L'esordio Suzuki nel settore dei maxiscooter: il Burgman!
  • 43/53
  • 44/53 - La Suzuki Bandit GSF400V del 1991, antesignana nel proporre la distribuzione a fasatura variabile
  • 45/53 - La RGV 500 Gamma del 1994, l'ultima con cui Schwantz ha corso nel Mondiale
  • 46/53 - La GSX-R 750R vincitrice del titolo F1 All-Japan nel 1986
  • 47/53 - La DR 800 Big del team Rahier, portata in gara ed autografata da Watanabe
  • 48/53 - La GS 1000R schierata nel Mondiale Endurance
  • 49/53 - Un'altra GS 1000R portata in gara da Cooley e Crosby
  • 50/53 - La GSX-R1000 del 2009 vincitrice alla 8 ore di Suzuka
  • 51/53 - La Suzuki RGB di Franco Uncini
  • 52/53 - La 500 del team Gallina portata in gara da Graziano Rossi
  • 53/53 - La Suzuki RGB di Pat Hennen

 

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