Yamaha Ténéré 700 Rally Edition: il confronto con la XT 600 del 1983
confronti impossibili?

Yamaha Ténéré 700 Rally Edition: il confronto con la XT 600 del 1983

Le separano 37 anni di storia e di avventura. La leggendaria antenata ha scritto pagine di sport alla Parigi-Dakar, l'attuale maxienduro sta conquistando sempre più gli amanti dei viaggi in fuoristrada. Vediamole insieme e scopriamo le differenze
di Andrea Perfetti

Della Yamaha Ténéré 700 Rally Edition dovreste sapere già quasi tutto grazie al video e ai dettagli tecnici e di allestimento che abbiamo già mostrato (insieme al prezzo di listino). Ora facciamo un passo, anzi un salto indietro di ben 37 anni. E andiamo a parlarvi della moto da corsa che ha ispirato la Rally, la Yamaha XT 600 Ténéré che gareggiò nel 1983. Fu la prima a fregiarsi del nome del deserto sahariano, ma ne aveva ben donde. La Parigi-Dakar in questi anni era una corsa per temerari: in sella a moto derivate dalla serie, dotate di serbatoi e enormi e di strumenti di navigazione primordiali. Il rischio di perdersi era altissimo e per questo le scorte di acqua obbligatorie per regolamento toccavano i 6 litri. Potevano passare giorni prima che ti trovassero. E successe, eccome se successe.

Veniamo ora a questo strano confronto tra mezzi separati da quasi 40 anni. La prima Ténéré 600 era una moto da gara, ma a ben guardare il paragone si può anche fare. Derivava infatti dalla moto di serie, adattata per i lunghi raid navigati. 
La Yamaha XT 600 Ténéré col suo bel colorino azzurro reso celebre dalle cronache televisive di quegli anni (col nostro Nico Cereghini. Eh sì, proprio lui) era dotata del motore monocilindrico di serie, di 595 cc, col raffreddamento ad aria. Disponeva di 44 cavalli a 6.500 giri, che spingevano la moto a quasi 160 km/h. Il cambio aveva 5 rapporti e le sospensioni erano a lunga escursione (circa 250 mm davanti e dietro, con la forcella derivata da quella della YZ 490 da motocross). La sella distava la bellezza di 91 cm da terra e il peso a secco non era sconvolgente, pari a circa 160.

A questi andavano sommati tutti i liquidi (olio motore, acqua e 43 litri di benzina!). Si arriva ben oltre i 200 kg in ordine di marcia. Non troppo distanti dalla 700 di oggi, che pesa 204 kg con tutti i liquidi. E' vero, il serbatoio ha 16 litri di capienza, ma per fortuna la moto moderna consuma quasi la metà rispetto alla sua antenata. La sella dista 89 cm da terra e le sospensioni di serie, completamente regolabili, hanno 210 mm di escursione davanti e 200 dietro. 
La potenza del motore bicilindrico parallelo, raffreddato a liquido di 689 cc, fa un balzo in avanti e passa da 44 cavalli a 75 a 9.000 giri, mentre il cambio è ora a 6 rapporti. 
La velocità massima sfiora i 200 km/h effettivi (guarda la nostra prova in pista). Numeri che fanno della Yamaha Ténéré 700 Rally Edition una maxienduro adatta anche ai viaggi su asfalto. Molto più di quanto lo fosse la 600 degli anni 80.

Cosa ne dite di questo confronto? E' stato azzardato? Secondo noi no e vi diciamo il perché. Alla Africa Eco Race, vinta due volte di fila dal grande Alessandro Botturi, esiste la categoria riservata alle moto bicilindriche. Ecco questa Rally Edition la vedremmo proprio bene guidata dal Bottu in Africa.


Nota bene: le immagini di questo servizio, realizzate da Yamaha, mostrano una XT 500 del 1981 e non la XT 600 Ténéré di cui parliamo sopra.

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Yamaha Ténéré 700 Rally Edition (2020)

Informazioni generali
  • Marca
    Yamaha
  • Modello
    Ténéré 700
  • Allestimento
    Ténéré 700 Rally Edition (2020)
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Recensioni
  • Gigi200829
    5 marzo 2021
    Yamaha Ténéré 700
    Moto polivalente, motore perfetto rapportato a peso e telaio. Frenata ben modulabile e sospensioni ottime sia in fuoristrada che su strada. Agile, divertente e maneggevole. Stabile in autostrada anche a velocità sostenute. Riparo dall’ aria sufficiente anche per fare autostrada a velocità non elevate. Una delle poche bicilindriche enduro stradali utilizzabile realmente in fuoristrada. Unico neo: non il massimo in coppia per lunghi tragitti data la sella non molto comoda per il passeggero e L’ ergonomia posteriore di serie minimalista in virtù di una linea davvero filante e aggressiva.
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  • Sergio67
    18 dicembre 2020
    Yamaha Ténéré 700
    Mi piace anche se l'erogazione non è eccelsa....mi riferisco alla centralina che a mio avviso non è programmata bene quando esce dal concessionario. Specialmente con lo scarico Akra dedicato. Ma la moto mi diverte,in città fai quello che ti pare in quanto molto leggera e maneggevole (pero' se sei alto almeno 180 cm.)in autostrada,sebbene non sia nata per questo ha un comportamento sufficiente. Il meglio lo da sulle statali. Le temperature esterne influiscono moltissimo. Col caldo(come quasi tutte le moto) si surriscalda troppo nonostante abbia una cubatura modesta,col freddo te la godi mooooolto di piu'. Moto non adatta a viaggi medio/lunghi e proprio per questo passero' a Tracer 900 GT 2021. Anche se mi dispiace. Rimpiangero' gli sterrati,questo si!!
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  • pin8otto
    11 dicembre 2020
    Yamaha Ténéré 700
    Soddisfatto in tutto, sia su strada che fuoristrada, è la moto che riempiva uno spazio tra i generi che mi piacciono. Su strada misto curve da filo da torcere a qualunque moto stradale, anche con le gomme originali. Per compensare un pò di instabilità sul davanti, Io ho sfilato ca 1 cm le forcelle. Dopo 3000 km ha un pò ceduto l'ammortizzatore posteriore, ma penso che indurendo le regolazioni possa migliorare. L'unico GRANDE NEO che riscontro è il forte effetto ON-OFF che è veramente molto imbarazzante. Dà fastidio soprattutto alle basse velocità e nelle marce basse, addirittura anche sul dritto, ma in curva è veramente limitante. Fuoristrada non è un problema, ma se su strada arrivi allegro in curva e molli il gas, riaprendo ti scombussola a dir poco la traiettoria, per non dire che potrebbe portarti a una perdita di aderenza tale da finire per terra. La moto lo permette, si tocca l'asfalto con le pedane, è un peccato non poterla sfruttare. L'unico modo che ho di smorzare l'effetto della brusca entrata del motore è tenere due dita sulla frizione e "limare" l'effetto alla riapertura del gas. Sinceramente non mi pare una soluzione ragionevole. Il concessionario, sempre molto disponibile, mi riferisce che Yamaha non ha previsto nulla finora. Ho scritto a Yamaha e mi ha risposto - anche piuttosto seccamente - di rivolgermi al concessionario. E adesso rimandiamo il tutto in primavera, speriamo... P.S. al 5 aprile 2021: acquistata a 120 euro e installata sonda IAT Belinassu che riduce fittiziamente la potenza. Il risultato è che si riduce un pò l'effetto ON-OFF, ma riduce anche la prestanza e prontezza del motore in tutte le sue fasi. Un vero peccato che Yamaha giri la testa dall'altra parte e soprattutto che non sia capace di provvedere a risolvere.
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